Castello di Mesagne, Sabato 10 ottobre 2020, ore 18
(Evento che si può seguire in streaming su Qui Mesagne)
Esattamente 400 anni dopo la sua pubblicazione, avvenuta a Venezia a spese dell’Università di Padova, rivive nel Castello Normanno-Svevo di Mesagne un libro che è un vero miracolo, in quanto fa emergere alcuni valori universali che caratterizzano i popoli civili: la Ricerca, la Formazione e l’Assistenza ai Cittadini ammalati, da curare al meglio e possibilmente da guarire a costi sostenibili! Il libro Centum Historiae seu Observationes et Casus Medici – un capolavoro scritto in latino da Epifanio Ferdinando nel 1621 in una casa che esiste ancora oggi, a non meno di 200 metri dal Castello – è stato tradotto in italiano da Maria Luisa Portulano e da Amedeo Elio Distante, studiosi mesagnesi, letterata lei e medico lui, dopo anni ed anni di lavoro nella stessa città.
Il corposo volume, frutto di una strategia illuminata e lungimirante che ha richiesto una pazienza certosina, è ora all’attenzione di medici, storici, studenti, ricercatori e di tutti i cittadini che scopriranno in Epifanio Ferdinando una delle più acute menti nella storia travagliata della nostra Italia. Anche se scritte 4 secoli fa, le sue opere contengono linfa, spunti e stimoli per i giovani sensibili che intendono impegnarsi per progettare il futuro con le proprie mani. Una delle opere riguarda la Peste (1626), descritta come una pandemia che richiama i tragici giorni che viviamo ora.
Patrocinata dalla Regione Puglia, sostenuta dal Comune di Mesagne e sponsorizzata dalla Contract Research Organization (CRO) ClinOpsHub, le Cento Storie furono dedicate a Giulia Farnese, Marchesa di Mesagne, della quale Epifanio Ferdinando fu medico di famiglia oltre che amico. Si tratta di una mirabile descrizione di casi clinici che racchiudono molteplici domande di ricerca, ragionamenti articolati sulle possibili cause e sui rimedi terapeutici, con indicazioni per le malattie. Ancora oggi, essi rappresentano una sfida per l’umanità, come emerge da questa citazione non esaustiva: perdita della memoria, epilessia, malattie psichiatriche come depressione, manie, delirio e psicosi, le malattie infettive come varicella, morbillo, sifilide, gonorrea, carbonchio, le tipologie di febbri allora considerate vere malattie, le patologie metaboliche quali diabete, gotta, obesità, magrezza, e poi gli ascessi, la cataratta, l’asma, la pleurite, il carcinoma mammario, le coliche renali, l’ipertrofia prostatica, l’aborto, il parto e le sue complicazioni, la fibrillazione atriale, etc.
Quali testimoni dell’importanza delle opere di Epifanio Ferdinando, rese fruibili dallo splendido connubio culturale fra Amedeo Elio Distante e Maria Luisa Portulano, ci saranno il Sindaco di Mesagne Dottor Antonio Toni Matarrelli a nome delle Istituzioni, il professor Giuseppe Armocida Presidente onorario della Società Italiana di Storia della Medicina, il biotecnologo Stefano Lagravinese direttore scientifico della ClinOpsHub, impresa innovativa focalizzata sulla sperimentazione clinica, ed infine Alessandro Distante, presidente dell’ISBEM (Istituto Scientifico Biomedico Euro Mediterraneo) a nome del mondo della ricerca biomedica. L’impegno di tutti è quello di valorizzare al massimo la “splendida squadra” di persone che, pur nella periferia del mondo, hanno giocato una grande partita al di fuori del tempo (400 anni), proponendo alle future generazioni un vero meta-modello da emulare, studiando con serietà, lungimiranza e generosità.
Dopo aver frequentato il Liceo Classico a Francavilla Fontana, la Facoltà di Medicina a Perugia, e la Scuola di Specializzazione a Bologna, Amedeo Elio Distante è stato Medico di Famiglia e Pediatra popolarissimo a Mesagne. Dotato di spiccato acume clinico e di una grande memoria, egli è oggi il direttore dell’Unità di Ricerca dell’ISBEM Storia della Medicina e Storia loco-regionale.
Per oltre 20 anni ha collaborato intensamente con Maria Luisa Portulano, amatissima preside scomparsa nel 2017, compianta ed ancora nella memoria di moltissimi fra noi. Insieme hanno tradotto tutte le opere note del medico e filosofo Epifanio Ferdinando che visse tra il 1569 e il 1638 a Mesagne, dove fu anche sindaco molto apprezzato ed innovativo. Si deve a lui, peraltro, sia un assetto “rivoluzionario” del piano urbanistico della città sia la costruzione della Porta Nuova.
Le informazioni sul prestigioso volume sono su: www.s4m-edizioni.it e su www.eliodistante.it
